Ritorno in Borgogna. Quando il vino è un affare di famiglia

Cédric Klapisch, l’acclamato autore di L’appartamento Spagnolo (2003), porta al cinema Ritorno in Borgogna per raccontare la storia di tre fratelli, persi nelle vigne francesi che intraprendono un viaggio fatto di lacrime, risate e vino.

Dal 19 ottobre al cinema, il film francese riesce a unire il genere drammatico a quello della commedia, per un viaggio alla scoperta di sé stessi e delle proprie radici.

Jean (Pio Marmaï) che dieci anni prima, in disaccordo con il padre, aveva lasciato l’azienda vinicola di famiglia per trasferirsi in Australia, ritorna nella terra della sua infanzia, la Borgogna.

Ritrovare sua sorella Juliette (Ana Girardot) e suo fratello Jérémie (François Civil), alla vigilia della morte dell’anziano genitore riapre antiche ferite. Mentre la vendemmia è in corso, bisognerà ora risolvere anche le questioni relative all’eredità che porteranno alla divisione dell’azienda e a una fatale frammentazione delle vigne.

Il figliol prodigo torna a casa

Una famiglia di tre generazioni di vinai. Loro sanno riconoscere i colori, i sapori, il gusto dall’acino d’uva, l’anno in cui il vino è stato imbottigliato fin dalla tenera età. Proprio come il padre gli ha insegnato sin da piccoli, quando, attraverso giochi di assaggi ha insegnato ai figli a fidarsi dei propri sensi.

Così la famiglia si trova a gestire ettari di vigne sotto il caldo sole della Borgogna. Il padre è fermo in un letto di ospedale e i fratelli minori, Juliette e Jérémie, si prendono cura dell’azienda familiare.

Ormai agli ultimi giorni di vita, anche il fratello maggiore, Jean, torna in francia per salutarlo.

Rancori e ricordi si mescolano così in un luogo fatto di sterminate vigne che crescono e proserano, fino a diventare una bottiglia di rosso o di bianco, portando con sé il nome e la personalità della famiglia.

Il vino riconosce la personalità di chi lo produce, forte o calmo, fruttato o acido, ogni retrogusto distingue un tratto di coloro che si sono dedicati alle vigne, con amore e lavoro. 

Jean manca da casa da ormai 10 anni quando si trova al capezzale di suo padre per chiarire le questioni irrisolte del passato. Ma a Borgogna ritrova anche i fratelli da lungo tempo perduti. Non servirà molto perché i fantasmi del passato tornino a presentarsi.

Una decade di assenza è una forte prova per fiducia familiare che adesso si ripresenta davanti a loro. Ma niente è perduto e mentre i fratelli sono tutti sotto lo stesso tetto, tanto vale rimboccarsi le maniche e curare la loro eredità: le vigne.

Così conosciamo i nostri tre protagonisti: Jean, figliol prodigo allontanatosi da casa per le troppe pressioni paterne, esperto di vino almeno quanto la sorella Juliette adesso a capo l’azienda di famiglia, una ragazza calma che non ha paura di sporcarsi le mani. Infine il più piccolo, Jérémie, in attesa di un bambino, pieno di vita che si impegna per capire il mondo della viticoltura senza successo.

I dubbi affollano Borgogna

La perdita del padre segna la nascita di dubbi da tempo assopito che i nostri tre protagonisti devono adesso affrontare.

Il fratello maggiore, diviso tra la Francia e l’Australia, si trova in collisione con quella vita che ha abbandonato. Juliette deve capire se sarà capace di prendersi cura dell’eredità di famiglia, prendendosi cura del vigneto, mentre il piccolino di casa si chiede quale sia il suo posto in quella attività tanto preziosa.

Il viaggio inizia così tra amarezze e sottintesi, come nella migliore tradizione francese, dove il dramma e le lacrime non escludono risate e applausi.

Un cinema basato sul dialogo e il confronto che, attraverso i suggestivi e sconfinati scorci francesi e il rapporto tra i tre personaggi, mostrano le stagioni del vigneto e, con questo, la rinascita di un rapporto fraterno.

Scritto e diretto da Cédric Klapisch, la storia si muove senza fatica tra il dramma e la commedia, regalando emozioni per tutta la sua durata di 113 minuti.

In Ritorno In Borgogna saranno questi tre giovani fratelli – e la loro sintonia – a proporre un ottimo film francese che rende il meglio sul grande schermo.

Autore :
Lisa Nieri

2018-01-11T12:20:46+00:00

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